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Paoli avvitatori: La regina dei Pit Stop
Il nome della vostra azienda è sinonimo di eccellenza. Come si riesce a restare ai vertici per così tanti anni?

Grazie a un impegno quotidiano e costante in relazione alla cura del cliente e alla qualità, nonché alla applicazione di nuove tecnologie e allo sviluppo di nuovi prodotti da proporre a clienti acquisiti ma anche a nuovi settori di mercato.

I vostri prodotti sono uno degli strumenti fondamentali in molte gare del motorsport. I vostri clienti rappresentano il massimo del motorismo da competizione, qual è l’aspetto più difficile da soddisfare?

Direi senz’altro le richieste di “customizzazione” di alcuni prodotti per richieste molto specifiche.

Il vostro nome è legato in particolare alla Formula 1, dove la tecnologia cresce ad ogni Gran Premio. Qual è il vostro impegno nell’innovazione tecnologica per stare al passo col top delle prestazioni?

Al momento siamo molto impegnati nello sviluppo (previsto per il prossimo campionato) del nuovo sensore di Coppia e Angolo che permette di determinare con precisione assoluta coppia e angolo del serraggio in pochi decimi di secondo.

Il nome Paoli è da sempre legato alle monoposto di Formula1. In quasi 45 anni di attività qual è il contributo tecnologico di cui andate più orgogliosi?

Senz’altro la velocità, potenza e affidabilità dei nostri superavvitatori.

Avete “sfondato” anche negli Stati Uniti nella Forumula Irl e Alms, siete sbarcati nelle competizioni in Brasile: quali sono le principali differenze col panorama italiano?

Il mercato statunitense richiede un surplus di robustezza dei prodotti in quanto l’uso che ne fanno è ancora più massacrante.

Come nasce la vostra storia? L’incontro con Enzo Ferrari ha rappresentato una svolta nel vostro percorso?

Certamente l’incontro tra Dino Paoli, fondatore dell’azienda, d Enzo Ferrari ha segnato il vero punto di inizio della nostra avventura nel motorsport mondiale.

Nel campo tecnologico avete una collaborazione con ricercatori di Monaco, come funziona il confronto di idee?

Direi che dopo un inizio un po’ difficile per comprendere l’uno le esigenze e i linguaggi tecnologici dell’altro ora il rapporto funziona bene e in maniera aperta e costruttiva.

Quando vedete un pit stop, cosa provate vedendo i vostri avvitatori contribuire a qualche nuovo record?

Ovviamente si è sempre orgogliosi dei traguardi raggiunti ma si cerca immediatamente di prendere spunto per identificare i successivi.

Il mondo del motorsport esige il massimo delle prestazioni, ma anche, in questo periodo, un forte contenimento dei costi: come si riesce a non perdere presta- zioni e garantire equilibrio economico?

Sempre con la ricerca e sviluppo. Come in svariati settori le vere conquiste e soluzioni non subiscono aggressioni sul prezzo.

Si evolvono i circuiti, la sicurezza e i campionati. Quali sono le novità in programma nella vostra azienda?

Il nostro sensore di coppia & angolo ha anche funzioni legate alla sicurezza in quanto rende sicuro e verificabile il serraggio del bullone e evita rischi legati alla perdita del pneumatico in gara o prove.

Il motorsport è un settore particolare, quasi di nicchia: qual è il vostro rapporto con le altre aziende del settore? Le manifestazioni B2B come Motorsport Expotech possono aiutare a sviluppare business?

Sono d’accordo nel definire il motorsport più che una nicchia addirittura un “club esclusivo” di cui ci onoriamo di far parte e senz’altro l’Italia al pari di altri Paesi “motoristici” deve sforzarsi di avere una fiera di settore sempre più importante, organizzata e di respiro internazionale.

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