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Energica, la rivoluzione silenziosa. I segreti della moto sportiva elettrica
La rivoluzione prende le forme di una moto da corsa. Potrebbe essere il solito lancio della stagione sportiva di qualsiasi team, ma questa volta l’innovazione, la tecnologia, la passione, vanno oltre l’idea di novità. Si chiama Energica, non inquina, non fa rumore, ha già conquistato il mercato ancora prima di fare la comparsa negli showroom e soprattutto, come ogni moto che si rispetti, va forte. Segreti e curiosità li spiega Livia Cevolini, direttore marketing e commerciale del Gruppo CRP.
Come e quando è nata l’idea di investire sull’elettrico?
Già mondiali TTXGP e FIM e-Power. E’ stata una sfida che abbiamo deciso di cogliere con ottimi nel 2005-2006 avevamo iniziato a guardare con interesse le prime proposte di vetture elettriche, ed in particolare la Tesla. L’idea era renderla da corsa. Poi l’analisi delle tecnologie allora disponibile ci fece desistere. Nel 2009 dopo la gara dell’Isola di Man, il TTXGP, che fu un gran successo, l’organizzatore, che aveva deciso di organizzare non più una sola gara ma un campionato intero per il 2010, ci chiese se volevamo sviluppare una moto da corsa 100% elettrica. Così alla fine del 2009 abbiamo deciso di dedicarci allo sviluppo della prima moto elettrica da corsa con l’obiettivo di correre i campionati risultati. Nel 2010 siamo diventati Campioni d’Europa e Vice-Campioni del mondo del TTXGP con il pilota Alessandro Brannetti. Nel 2011 abbiamo conquistato il titolo di Vice-Campioni del mondo nel campionato FIM e-Power con Alessandro Brannetti.
Dal punto di vista tecnologico è una sfida impegnativa: qual è il risultato che vi rende più orgogliosi?
Siamo orgogliosi del fatto di aver realizzato una moto da corsa elettrica partendo da un foglio bianco e di averla realizzata avvalendoci dei nostri tecnici ed ingegneri in soli 6 mesi, forti di una esperienza di motorsport internazionale, settore dal quale veniamo e che continua ad essere l’asse portante del nostro gruppo. La CRP è stata apprezzata da tutti i piloti che l’hanno provata, più o meno professionisti, per essere una moto molto agile, sfilata, divertente. Il nostro obiettivo era proprio abbattere il primo limite dei veicoli elettrici, che è la pesantezza e la conseguente difficoltà di guida, e ci siamo riusciti grazie ad uno studio attento del telaio e della ciclistica, e anche di profonde conoscenze delle diverse tecnologie.
Quali potenzialità ha il mercato dell’elettrico?
Il mercato dell’elettrico ha sicuramente delle enormi potenzialità, soprattutto quando si pensa ad oltre oceano, come ad esempio gli Stati Uniti. Tuttavia in Italia c’è ancora tanto da fare affinché questo segmento possa avere un futuro e una crescita solida e costante. La nostra visione è globale, guardiamo al mercato interno, ma guardiamo soprattutto all’estero. Il nostro obiettivo è quello di fornire una alternativa a un mezzo potente e performante come una due ruote sportiva. Per questo ci siamo dedicati allo sviluppo e realizzazione della prima moto stradale elettrica italiana: Energica.
Velocità, sicurezza, prestazioni e materiali di prima qualità: 100 cavalli e velocità massima di 220 km/h, per i freni le pinze Brembo radiali su dischi a margherita. Cosa c’è ancora da migliorare?
Vogliamo realizzare un mezzo potente, sicuro e performante dal design italiano, in cui la parola d’ordine sarà divertimento, innovazione e affidabilità.
Sul mercato lascerete ai clienti la possibilità di scegliere la conformazione più adatta alle proprie esigenze: la forcella può essere Marzocchi o Öhlins e il monoammortizzatore può essere scelto tra un elemento Matris o Öhlins. La strategia è quella di creare una supersportiva stradale a misura di cliente?
L’idea è quella di realizzare una moto che più si avvicina ai desideri della clientela, la quale potrà scegliere diversi pacchetti di personalizzazione in futuro.
Nel 2014 sbarcherete sul mercato: che cosa vi aspettate? Sono già arrivate prenotazioni?
Dopo EICMA 2011, siamo stati presi d’assalto con richieste da tutto il mondo. Ci aspettiamo un forte interesse nei confronti del nostro mezzo.
Il limite dell’elettrico è l’autonomia: qual è l’obiettivo da raggiungere? Stiamo portando avanti studi di ricerca e sviluppo proprio per aumentare il livello di autonomia delle batterie. Questo è un aspetto cruciale nello sviluppo di Energica: per questo motivo quest’anno abbiamo deciso di dedicarci solo al progetto moto elettrica stradale e di accantonare le competizioni.
Emissioni zero, una necessità ambientale ma anche un segnale che contraddistingue una casa che ha voglia di sperimentare. L’ostacolo potrebbe essere la diffidenza verso un prodotto così innovativo.
L’intento è quello di fornire una alternativa a un mezzo endotermico, la diffidenza delle persone siamo certi che man mano si attenuerà. Soprattutto quando inizieremo a fare dei test-ride come abbiamo fatto e stiamo facendo con la eCRP, la moto da corsa. Quest’anno infatti abbiamo organizzato diversi test-ride in autodromo a Modena, uno con la stampa nazionale, riscuotendo un grande entusiasmo il 21 giugno con il Trofeo Energica e altre prove le stiamo organizzando per i privati. L’ultimo appena svolto è stato il 14 luglio all’autodromo di Modena con alcuni privati che hanno acquistato la prova in pista con la eCRP. E’ andata molto bene anche con loro. E’ stato entusiasmante sentire questi ragazzi scendere dalla eCRP e sentirci dire quanto si erano divertiti e che mezzo fantastico sia. La forza per andare avanti ce la danno proprio loro: nonostante la diffidenza iniziale tutti quelli che l’hanno provata ne sono scesi entusiasti e con la voglia di risalirci il prima possibile.
Che cosa avete provato la prima volta che avete disputato una gara in… silenzio?
Inizialmente eravamo un po’ scettici ovviamente… 40 anni di F1 e l’amore per la musica del V12 ti condizionano, poi quando Ale è sceso in pista, ad Assen… e lo abbiamo visto sfrecciare sul rettilineo di una delle piste più belle ed emozionanti tutto il resto è passato in secondo piano. L’importante è andare forte, divertirsi e divertire. Poi alla seconda gara abbiamo anche iniziato ad apprezzare il rumore inferiore (non è silenzio totale come potete sentire dai diversi video): molto meno stancante, si lavora più concentrati e rilassati. Il pilota stesso non ha dovuto mettersi i tappi e si è potuto concentrare di più sulla gara. Il lavoro nostro dal muretto è molto più dinamico perché possiamo parlare tra noi e anche con gli altri…insomma, oggi ci siamo letteralmente tutti innamorati.
Vi sentite pionieri o lungimiranti?
Entrambi… Pionieri verso le nuove tecnologie, lungimiranti verso cosa piacerà nel futuro… che sia una tecnologia o un prodotto. Siamo sempre stati curiosi e ci è sempre piaciuto rischiare con cose nuove. Con la tecnologia del RP siamo stati i primi ad uscire dalle righe e a provare a sinterizzare nuovi materiali che fino ad allora sembravano impossibili. Con la meccanica siamo stati i primi a provare a lavorare l’MMC e a collaborare con l’AMC, l’azienda che faceva questo alluminio caricato ceramica, e ad aiutarli a sviluppare le tecniche di taglio… e potrei fare altri 100 esempi…come il rapid casting in titanio e le prime fusioni con modello a perdere in RP per la Formula Uno. La moto elettrica è la perfetta sintesi della nostra voglia di innovare, sia nella gestione e nelle strategia, sia nelle tecnologie. Credo che sia parte del nostro DNA, e sia quindi difficile da spiegare: a noi semplicemente piace scoprire cose nuove, metterci alla prova…e vincere. E di solito ci riusciamo bene e in fretta… Vedremo questa volta…Fingers Crossed.

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